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Pseudocisti ossea interfalangea prossimale

enza sanzogni

Cavallo di razza SI, maschio, 3 anni, presentato per zoppia intermittente a carico dell’arto posteriore destro, di grado variabile fino al mancato appoggio

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Malattia infiammatoria intestinale (IBD)

enza sanzogni

Una diagnosi presuntiva di malattia infiammatoria intestinale (IBD) va sempre presa in considerazione in soggetti che presentano coliche ricorrenti e/o dimagramento eccessivo a fronte di un normale appetito e di un adeguato programma alimentare: questi rilievi sono tutt’altro che rari nel cavallo ma ci sono scarsi riferimenti in letteratura riguardo l’iter diagnostico, il trattamento, i fattori prognostici e soprattutto l’esito a lungo termine di queste condizioni.

Alcuni autori hanno sottoposto ad esame clinico, ecografico ed istopatologico sistematico 36 cavalli con anamnesi di colica e/o dimagrimento senza cause identificabili e selezionato i soggetti in cui erano riscontrabili i seguenti reperti, indicativi di IBD:  ipoproteinemia con ipoalbuminemia, malassorbimento, presenza di ispessimenti sulla parete addominale (soprattutto a carico del piccolo intestino), modificazioni istopatologiche alla biopsia rettale. I soggetti selezionati venivano sottoposti a trattamento antielmintico e terapia con corticosteroidi.

Il follow up a breve e lungo termine dimostrava che la percentuale di sopravvivenza era decisamente più elevata nei soggetti che rispondevano positivamente al trattamento iniziale. Un ulteriore indice prognostico veniva identificato nella curva di concentrazione dello xilosio utilizzato per il test di assorbimento: i cavalli che sopravvivevano presentavano un picco di assorbimento dello xilosio decisamente più elevato di quelli che non rispondevano al trattamento.

“Diagnostic evaluation and short-term outcome as indicators of long-term prognosis in horses with findings suggestive of inflammatory bowel disease treated with corticosteroids and anthelmintics.” Kaikkonen R, Niinistö K, Sykes B, Anttila M, Sankari S, Raekallio M. Acta Vet Scand. 2014 Jun 3; 56: 35.

FONTE: VET JOURNAL, lunedì 21/07/2014

 


Nuove regole per l’identificazione degli equini

enza sanzogni

E’ stata recentemente approvata una proposta della Commissione europea riguardante la revisione del Regolamento (CE) n° 504/2008 in materia di identificazione degli equidi: in particolare viene previsto un metodo più sicuro ed affidabile per la registrazione degli equini negli stati membri, al fine di evitare frodi alimentari ed assicurare che le carni di cavalli derivate da macellazione fraudolenta vengano escluse dalla catena alimentare. Le nuove norme richiederanno  un passaporto unico, con un numero di identificazione univoco, prima del compimento del primo di anno di età: il passaporto fungerà anche da  cartella clinica e seguirà il cavallo durante la sua vita. Tutti i cavalli nati dal 1 Luglio 2009 dovranno essere dotati di microchip. Al fine di evitare falsificazioni sui passaporti, tutti gli stati membri dovranno detenere una banca dati centralizzata nella quale confluiranno i passaporti rilasciati dai vari enti autorizzati (associazioni di razza, etc): Nel contempo verranno introdotte semplificazioni nelle procedure di aggiornamento dei dati dei singoli soggetti. 

Il nuovo regolamento entrerà in vigore il 1 gennaio 2016 ma i paesi che non hanno già un database centralizzato avranno tempo fino al 1 luglio 2016 per conformarsi alle novità.

fonte: ANMVI OGGI, Mercoledì 17 Settembre 2014

ALLEGATI: 

UK to Introduce Central Equine Database after Endorsement of Tougher EU Laws in Wake of Horse Meat Scandal 

Elenco organismi emittenti in Italia

Passaporto equini: nuove regole ‘destinate a fallire’

Working document

 


Valutazione dell’udito nel cavallo

enza sanzogni

L’udito, pur essendo un senso estremamente importante per il cavallo, è stato poco indagato in questa specie. In uno studio sono stati analizzati  i segni clinici comuni e le cause di perdita dell’udito nel cavallo adulto, utilizzando i potenziali uditivi evocati del tronco encefalico in 76 cavalli: di questi ben 57 dimostravano deficit di udito, una percentuale decisamente elevata. Fra le cause di perdita o riduzione dell’udito venivano riscontrate l’osteoartropatia temporoioidea e l’otite media/interna (sordità prevalentemente monolaterale), la sordità neurosensoriale congenita del Paint horse e  patologie cerebrali multifocali di diversa natura (sordità bilaterale).

Gli autori concludono che i deficit uditivi nel cavallo rappresentano una realtà sottostimata e andrebbero sempre indagati in caso di alterazioni comportamentali o in soggetti a rischio (vedi patologie sopra elencate). La tecnica utilizzata si è dimostrata oggettiva e non invasiva per i soggetti.

“Brainstem Auditory Evoked Responses in an Equine Patient Population: Part I – Adult Horses.” Aleman M, Holliday TA, Nieto JE, Williams DC. J Vet Intern Med. 2014 Jun 5. 

Fonte: VET JOURNAL, lunedì 28/07/2014 


Efficacia dei trattamenti antielmintici

enza sanzogni

E’ stata testata l’efficacia del trattamento orale con ivermectina (IVM) o moxidectina (MOX) in cavalli infestati da strongili: la verifica  è stata effettuata attraverso un test di riduzione della conta fecale delle uova (FECRT) ed il monitoraggio del periodo di ricomparsa delle uova (ERP) dopo il trattamento in diverse sedi di studio, sia in Italia che in altri paesi europei, per un totale di 320 cavalli e 32 scuderie. In tutti i soggetti selezionati per lo studio venivano condotti controlli periodici delle feci.

I risultati ottenuti hanno dimostrato un’elevata efficacia di entrambe le molecole 14 giorni dopo il trattamento ma è stata osservata una riduzione del periodo di ricomparsa delle uova nelle feci in più della metà delle sedi di studio selezionate.

“Decreased strongyle egg re-appearance period after treatment with ivermectin and moxidectin in horses in Belgium, Italy and The Netherlands” Geurden T, van Doorn D, Claerebout E, Kooyman F, De Keersmaecker S, Vercruysse J, Besognet B, Vanimisetti B, di Regalbono AF, Beraldo P, Di Cesare A, Traversa D. Vet Parasitol. 2014 Apr 26

Fonte: VET JOURNAL, venerdì 25/07/2014

 


Monitoraggio della West Nile Fever nel cavallo

enza sanzogni

La West Nile fever (WNF) è una zoonosi causata da un Flavivirus trasmesso dalle zanzare del genere Culex: il ciclo naturale del virus coinvolge molti uccelli selvatici come specie target dell’infezione e alcuni mammiferi (come l’uomo ed il cavallo) come ospiti occasionali a fondo cieco, cioè non infettivi. La malattia è presente con segnalazioni sporadiche da parecchi anni in Europa, ma ultimamente è stato segnalato un aumento dei casi sia nella popolazione umana che in quella equina: per questo nei paesi coinvolti, fra cui l’Italia, è stato istituito un piano di epidemiosorveglianza che comprende la presenza di virus nei vettori, il controllo della circolazione virale nell’avifauna selvatica, il monitoraggio del casi clinici negli equini, la sorveglianza sulla popolazione umana e, recentemente, controlli routinari sulle donazioni di sangue nelle zone a rischio. In questo ambito la sorveglianza passiva dei cavalli da parte dei veterinari ippiatri risulta essere un efficace sistema di allerta per individuare zone a rischio per l’infezione umana, per cui sono stati elaborati degli indicatori clinici utili al riconoscimento precoce della WNF nel cavallo. In particolare alcuni ricercatori spagnoli hanno individuato i seguenti segni clinici che possono indicare  diagnosi presuntiva di WNFdeficit nei nervi cranici, paralisi degli arti, fotofobia e scolo nasale. 

Nei mesi estivi in Italia è stata rilevata circolazione virale negli uccelli selvatici nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Piacenza e Ferrara: in alcune province il “vector index” ha superato la soglia di allarme. La  sorveglianza clinica sulla popolazione umana e sugli equidi  ha inoltre rilevato casi in provincia di Reggio Emilia, Modena e Bologna. Tutti i dettagli sono visionabili sul Bollettino ufficiale redatto dal Reparto Sorveglianza Epidemiologica Emilia-Romagna di IZSLER e diffuso per il tramite del Servizio Veterinario e Igiene degli Alimenti della Regione Emilia-Romagna.

“Clinical Sentinel Surveillance of Equine West Nile Fever, Spain.” Saegerman C, Alba-Casals A, García-Bocanegra I, Dal Pozzo F, van Galen G. Transbound Emerg Dis. 2014 Jun 5.

Bollettino west nile n° 4

Fonte: VET JOURNAL, lunedì 14 luglio 2014       ANMVI OGGI, Giovedì, 04 Settembre 2014

 

 


Desmotomia della briglia radiale

enza sanzogni

La tenite del tendine flessore superficiale del dito (SDFT) degli arti anteriori è una causa molto frequente di infortunio nei purosangue utilizzati per le corse, spesso causa di interruzioni più o meno prolungate della carriera agonistica e/o di ritiro anticipato del soggetto dalle competizioni: in particolare rappresentano un problema le frequenti recidive, qualunque sia il tipo di trattamento utilizzato a livello della lesione. Fra le varie strategie adottate per assicurare tempi di recupero ragionevoli e ridurre le recidive, uno dei più efficaci sembra essere la desmotomia della briglia radiale.

In un recente studio retrospettivo sono stati valutati la probabilità di ritorno postoperatorio alle competizioni, la longevità della carriera e il tempo di convalescenza di 332 cavalli da corsa: di questi 228 (69%) tornavano alle corse, inoltre i tempi di convalescenza erano più brevi e la carriera agonistica più lunga rispetto ad altri trattamenti. Gli autori dello studio consigliano quindi la desmotomia della briglia radiale come parte fondamentale nel programma di recupero di cavalli da corsa con lesioni al tendine flessore superficiale, sia essa mono o bilaterale. La tecnica chirurgica attualmente utilizzata (mediante tenoscopia) garantisce minori probabilità di infezioni postoperatorie e migliore aspetto estetico della parte trattata rispetto alla tecnica a cielo aperto.

“Racing performance of Thoroughbreds with superficial digital flexor tendonitis treated with desmotomy of the accessory ligament of the superficial digital flexor tendon: 332 cases (1989-2003).” Hu AJ, Bramlage LR. J Am Vet Med Assoc. 2014 Jun 15; 244 (12): 1441-8.

Fonte: VET JOURNAL, mercoledì 23/07/2014 


Intesa SIVE ed imprenditori ippiciNel tentativo di

enza sanzogni

Fra le iniziative a favore del rilancio del settore ippico italiano, spicca il recente accordo fra SIVE (Società italiana Veterinari per Equini – Federata ANMVI) e Associazione Imprenditori Ippici Italiani del Galoppo e del Trottoscopo dell’intesa è stringere i tempi di attuazione della Legge Delega del febbraio scorso, in modo da attuare quanto prima un riordino gestionale e finanziario del comparto e risolvere la grave crisi del settore, che ha provocato pesanti ripercussioni su tutti i professionisti coinvolti e impoverito drasticamente il parco cavalli.

Il presidente SIVE Dr. Brignolo ha sottolineato che il rilancio dell’ippica va fondato sulla salute, la tutela e il benessere del cavallo atleta”, mentre il Presidente di Imprenditori Ippici Italiani Enrico Tuci ha ribadito la necessità di ” rilanciare l’ippica italiana mediante una gestione manageriale del comparto, improntata all’etica, alla trasparenza e alla professionalizzazione degli addetti”.

La collaborazione fra le due sigle si spera possa sensibilizzare gli organi istituzionali coinvolti, ed in particolare i Ministeri delle Finanze e delle Politiche Agricole a cui la Legge Delega affida il compito di normalizzare in tempi rapidi il settore.

PROTOCOLLO SIVE ASSOCIAZIONE III.PDF1.56 MB

Fonte: ANMVI OGGI, Mercoledì, 23 Luglio 2014


La radiologia digitale può essere utile nella diagnosi di enterolitiasi?

enza sanzogni

La presenza di enteroliti a carico del grosso intestino nel cavallo rappresenta una grossa sfida diagnostica, in quanto pur essendo causa di coliche ricorrenti e/o di ostruzioni gli enteroliti non sono sempre facili da identificare. Recentemente è stata valutata la sensibilità e la specificità della radiologia digitale diretta dell’addome per la diagnosi di enterolitiasi, considerando l’effetto del numero e della sede anatomica degli enteroliti, oltre che della distensione gassosa dell’apparato gastroenterico, sulla sensibilità diagnostica della tecnica. Nello studio venivano inclusi 238 cavalli e pony di età superiore ad un anno 1 anno sottoposti a radiografie digitali dell’addome e successivamente a laparotomia esplorativa o esame postmortem. Di questi soggetti 70 presentavano effettivamente la presenza di enteroliti.

Secondo i revisori delle immagini digitali, queste garantivano sensibilità e specificità complessive variabili elevate (superiori all’80%), con valori inferiori per i piccoli enteroliti del colon rispetto a quelli di grosse dimensioni. Una forte distensione gassosa dell’apparato gastroenterico riduceva notevolmente la sensibilità della metodica, che invece non era influenzata dal numero di enteroliti. Si deduce che nelle aree geografiche a maggior incidenza di enterolitiasi la radiologia digitale diretta può rappresentare un valido ausilio diagnostico.

Use of digital abdominal radiography for the diagnosis of enterolithiasis in equids: 238 cases (2008-2011).” Kelleher ME, Puchalski SM, Drake C, le Jeune SS. J Am Vet Med Assoc. 2014 Jul 1; 245 (1): 126-9.

fonte: VET JOURNAL, venerdì 18-07-2014

 


Infusione endovenosa di lidocaina

enza sanzogni

La somministrazione di Lidocaina mediante infusione endovenosa costante è ampiamente utilizzata in caso di patologie gastroenteriche, in particolare come procinetico per prevenire/trattare l’ileo paralitico post-operatorio ma anche per il controllo del dolore e come trattamento aggiuntivo contro la sepsi e l’endotossiemia. Il protocollo terapeutico più diffuso prevede la somministrazione di un bolo al dosaggio di 1,3 mg/kg seguito da infusione costante con un dosaggio di 0,05 mg/kg/min. In molti casi l’infusione di lidocaina viene iniziata già in sede intraoperatoria. 

Uno studio clinico ha confrontato due diversi protocolli di somministrazione intraoperatoria, uno con bolo seguito da infusione a velocità costante (CRI) e l’altro effettuando l’infusione non preceduta da un bolo di carico, in 36 cavalli di proprietà sottoposti a laparotomia per colica. Gli effetti dei due protocolli sono stati valutati monitorando la concentrazione di isofluorano a fine espirazione, la funzione cardiovascolare, la stabilità dell’anestesia e la qualità del risveglio. I soggetti ricevevano il medesimo protocollo anestesiologico e venivano assegnati a caso alle due diverse modalità di somministrazione di lidocaina (dose di carico pari a 1,5 mg/kg nell’arco di 15 minuti seguita poi dall’infusione a  0,05 mg/kg/min oppure infusione al medesimo dosaggio senza bolo iniziale). In entrambi i casi la somministrazione di lidocaina  iniziava 20 minuti dopo l’induzione dell’anestesia generale e veniva sospesa 30 minuti circa prima del termine dell’intervento.

L’unico parametro sostanziamente diverso fra i due gruppo era la concentrazione media di isofluorano a fine espirazione, più elevata nei soggetti che avevano ricevuto solo l’infusione senza bolo, mentre non si riscontravano differenze negli altri valori fisiologici determinati; la qualità del risveglio era simile nei due gruppi. 

Gli autori concludono quindi che il precarico con un bolo di lidocaina prima della CRI del farmaco in sede intraoperatoria  non comporta alcun vantaggio nei cavalli sottoposti a laparotomia per colica.

Clinical comparison of two regimens of lidocaine infusion in horses undergoing laparotomy for colic.” Nannarone S, Cenani A, Gialletti R, Pepe M. Vet Anaesth Analg. 2014 Jul 2.

fonte: VET JOURNAL, mercoledì 16-07-2014