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Multe per errori nella compilazione delle ricette: ricorrere al Giudice di Pace

enza sanzogni

La normativa attuale sulla prescrizione dei farmaci veterinari non prevede sanzioni particolari in caso di errore nella compilazione delle ricette, in triplice o in singola copia, per cui in caso di irregolarità viene applicata una sanzione generica (testo unico delle leggi sanitarie) che varia da  € 1.549 a € 9.269. Per questo motivo in passato molti medici veterinari sono stati puniti con multe onerose per errori, spesso formali, riscontrati nella compilazione delle ricette.

E’ recente il caso di un collega pesantemente sanzionato dai Nas, che nel corso di un controllo presso una farmacia avevano riscontrato delle omissioni; nel caso specifico si trattava di una ricetta per un farmaco destinato ad un cane, senza alcun rischio quindi per la salute pubblica. In passato alcuni colleghi avevano presentato ricorso e vinto. 

Il consiglio dell’Anmvi in questi casi quindi è di rivolgersi al Giudice di Pace

vedi articolo pubblicato su La professione Veterinaria n° 36/2013

 


La “focatura” ha ancora un ruolo nella pratica ippiatrica?

enza sanzogni

La focatura è un trattamento terapeutico che risale almeno al 400 A.C.  e ampiamente utilizzato nel corso del tempo nella pratica ippiatrica, soprattutto nella terapia delle lesioni tendinee e/o legamentose.  Allo stato attuale, pur in assenza di evidenze scientifiche sulla sua efficacia e nonostante sia stata più volte contestata da varie associazioni professionali, tale pratica è ancora ampiamente utilizzata da parecchi veterinari.

Tradizionalmente la focatura viene effettuata “a caldo”, utilizzando appositi strumenti che “cauterizzano” la parte da trattare secondo uno schema a punte o a strisce. Lo scopo sarebbe quello di riacuttizzare un processo infiammatorio cronico dei tessuti sottostanti l’area trattata, nel tentativo di facilitarne la guarigione. Le patologie in cui viene più spesso utilizzata questa pratica sono le lesioni tendinee e legamentose (soprattutto a carico di SL e di SDFT), le schinelle, il mal di stinchi, l’osteoartrite tarsica e i processi artrosici a carico di carpo e nodello. In realtà nella maggior parte dei casi non esistono dimostrazioni circa l’effetto curativo della focatura, anzi spesso aumenta la formazione di tessuto cicatriziale ed in alcuni casi può limitare il movimento della parte trattata. Non va inoltre dimenticato il fatto che residuano delle cicatrici indelebili ed inequivocabili, più o meno evidenti  a seconda del metodo utilizzato e della profondità raggiunta. Spesso la focatura viene utilizzata anche a scopo “preventivo” in regioni anatomiche particolarmente soggette a lesioni, nonostante non ci sia alcuna prova dell’efficacia di questa pratica. Secondo molti autori e veterinari ippiatri l’unica vera azione terapeutica della focatura sarebbe legata al riposo forzato che tale intervento comporta.

Curiosamente, a contrario di quanto avviene per la maggior parte delle terapie sia mediche che chirurgiche, in bilbiografia mancano riscontri riguardo all’efficacia della focatura, né esistono modelli sperimentali o lavori effettuati in campo.  Fa eccezione  un lavoro sperimentale condotto da un gruppo di veterinari di Bristol negli anni ’80 in soggetti con tendinopatia del flessore superficiale:  la conclusione è stata che tale pratica non solo non migliora il processo di guarigione ma può avere conseguenze negative (“ . . . line firing does not improve tendon healing and, if it has any effect, tends to be deleterious. By implication, the pathology of ‘pin firing’ suggests that it must have similar, if not more detrimental, effects,” Silver and Rossdale, 1983 [8]). Sulla base di queste considerazioni gli autori …., in un recente articolo (editoriale??) pubblicato su EVJ, si interrogano sulla necessità di mantenere in uso una pratica controversa, di dubbio valore terapeutico e poco rispettosa del “welfare” animale quando, all’alba del XXI secolo, esistono nuovi protocolli terapeutici meno invasivi e soprattutto di comprovata efficacia, sia in letteratura che nella pratica ippiatrica.

            

                                       

Does firing have a valid place in the treatment of superficial digital flexor tendon injury in the 21st century?

C. M. Marr and I. M. Bowen† Editor-in-Chief, EVJ Editorial Office School of Veterinary Medicine and Science, University of Nottingham,Sutton Bonington, Loughborough, UK.

Equine Veterinary Journal 44 (2012) 509–510©2012 EVJ Ltd


Federconsumatori sostiene Anmvi

enza sanzogni

Una recente indagine ha rivelato che sta aumentando in modo preoccupante la spesa relativa al mantenimento di un cane, spesa che si aggira in media dai 1.300 ai 2.000 € l’anno, escludendo patologie o interventi chirurgici. Tale costo risulta ulteriormente aumentato dalla nuova aliquota Iva al 22% sui sui prodotti per animali e sui servizi veterinari. 

Federconsumatori si unisce ad Anmvi nel chiedere una riduzione dell’aliquota Iva sui prodotti e le cure veterinarie, ritenendola  “una misura necessaria per aiutare famiglie e pensionati, costretti a molti sacrifici per mantenere il proprio cane, nonché per contrastare efficacemente il fenomeno dell’abbandono”.

vedi articolo pubblicato su La professione veterinaria, n° 36/2013 


Controllo del dolore: attualità scientifiche e cliniche

enza sanzogni

Gestione del dolore ortopedico, oncologico, oftalmico e dermatologico, valutazione dell’algia e stato delle conoscenze su FANS e inibitori della COX-2.

A praga il 9°Merial Pain Management Symposium (23-25 ottobre 2013)

vedi articolo pubblicato su Vet Journal, 06-11-2013


Un nuovo protocollo per l’anestesia in campo del cavallo

enza sanzogni

L’Alfaxalone è un anestetico che agisce legandosi ai recettori cellulari del GABA e modulando il trasporto di ioni attraverso la membrana. Attualmente è registrato in USA e in alcuni stati europei (non in Italia) per l’utilizzo nei piccoli animali; grazie alla rapidità e ridotta durata di effetto è particolarmente indicato per il mantenimento del piano anestetico mediante boli o per infusione continua e risulta facilmente associabile con la maggior parte dei sedativi usati in premedicazione. Al dosaggio stabilito (1 mg/kg) risulta avere scarsissimi effetti cardiovascolari per cui è consigliato in pazienti a rischio. Nel cavallo non risulta descritto l’utilizzo di questo farmaco. 

E’ stato valutato l’utilizzo di alfaxalone e medetomidina in infusione EV per il mantenimento dell’anestesia in campo per procedure chirurgiche di breve durata (castrazione). La premedicazione veniva effettuata con Acetilpromazina, Medetomidina e Guaifenesina, mentre l’induzione avveniva con Alfaxalone.

Il piano di anestesia ottenuto era sufficiente e i soggetti non manifestavano sofferenza cardio-polmonare; la qualità ed il tempo di risveglio erano eccellenti.

“Alfaxalone and medetomidine intravenous infusion to maintain anaesthesia in colts undergoing field castration.” W A Goodwin; H L Keates; M Pearson; K Pasloske. Equine Vet J. May 2013; 45 (3): 315-9.

vedi articolo pubblicato su Vet Jorunal, 06-11-2013


Una nuova tecnica per la valutazione artroscopica della grassella nel cavallo in stazione

enza sanzogni

Un recente studio ha valutato l’utilizzo di una tecnica artroscopica mini-invasiva per l’esame diagnostico del ginocchio nel cavallo in stazione. La valutazione preliminare è stata fatta confrontando le immagini ottenute  sia con precedenti valutazioni ecografiche e radiografiche sia con i reperti riscontrati in un vero esame artroscopico; sono stati utilizzati in un una prima fase arti di cadavere e successivamente cavalli normali e soggetti con lesioni precedentemente diagnosticate.

Lo studio preliminare indica che lo strumento atroscopico utilizzato consente una buona valutazione diagnostica delle strutture della grassella e di eventuali lesioni, dimostrandosi in alcuni casi in grado di rivelare lesioni non individuate con la diagnostica per immagini

” Diagnostic stifle joint arthroscopy using a needle arthroscope in standing horses.”Frisbie DD, Barrett MF, McIlwraith CW, Ullmer J. Vet Surg. 2013 Oct 31.

vedi articolo pubblicato su Vet Journal, 04/11/13

 


Lesioni ortopediche bilaterali – il ruolo del sistema nervoso centrale

enza sanzogni

In ortopedia, sia umana che veterinaria, è frequente il riscontro di patologie simili a carico di strutture correlate su arti contrapposti, in particolare per quanto riguarda le lesioni tendinee e legamentose. Ne sono esempi le tendinopatie del flessore superficiale nel cavallo e quelle del tendine d’Achille nell’uomo.

La causa andrebbe cercata sia nel sovraccarico della struttura controlaterale in caso di lesione primaria di un tendine, sia a sollecitazioni simili legate a particolari attività sportive. Recentemente è stata avanzata l’ipotesi che in realtà anche il SNC giochi un ruolo importante in questo fenomeno, mediante una risposta bilaterale a fenomeni infiammatori unilaterali tramite gli archi riflessi a livello di midollo spinale: in particolare è stato dimostrato che la struttura anatomica controlaterale a quella che ha subito un trauma sviluppa iperalgesia, alterato metabolismo osteo- cartilagineo e modificazioni delle componenti cellulari. Nei modelli sperimentali questo fenomeno viene inibito interrompendo l’innervazione nella struttura controlaterale ma non se viene compromesso l’apporto vascolare: è probabile che siano coinvolti dei neuropepdidi, fra cui la sostanza P.

Analogamente il SNC sembra avere un ruolo nella guarigione di lesioni in strutture correlate: in ortopedia umana, e in particolare nelle patologie bilaterali del  tendine d’Achille, spesso il trattamento chirurgico del tendine maggiormente danneggiato porta ad un sostanziale miglioramento nel tendine controlaterale, miglioramento non giustificabile solo con il periodo di riposo postoperatorio.

A livello pratico queste considerazioni sottolineano l’importanza  di verificare sempre la struttura controlaterale in caso di lesioni, soprattutto a carico di tendini. Per quanto riguarda la terapia e soprattutto in ambito veterinario, in cui il costo di un trattamento spesso rappresenta un fattore limitante, sembra essere giustificato il trattamento dell’arto più severamente danneggiato in caso di lesioni bilaterali.

Science in brief: The likely role of the central nervous system in bilateral tendinopathy and tendon healing

E. J. O. O’Brien* and R. K.W. Smith† *Belfast, UK †Royal Veterinary College, North Mymms, Herts, UK.

Equine Veterinary Journal 45 (2013) 401–402©2012 EVJ Ltd


Utilizzo di FSH ricombinante nelle cavalle in anestro

enza sanzogni

Un recente studio ha dimostrato l’efficacia dell’ FSH ricombinante equino (re FSH ) nello stimolare lo sviluppo follicolare: in particolare è stata dimostrata la possibilità di anticipare la prima ovulazione nelle cavalle in anaestro stagionale, senza ricorrere al metodo classico, che prevede l’esposizione alla luce artificiale.

lo studio è stato eseguito in cavalle di diversa razza, mantenute in condizioni di liuce naturale in diverse sedi geografiche. Il protocollo prevedeva la somministrazione di reFSH fino allo sviluppo di follicoli preovulatori; quando il follicolo più grosso raggiungeva almeno 35 mm di diametro il trattamento veniva sospeso e veniva somministrato hCG per indurre l’ovulazione. L’attività ovarica veniva monitorata mediante controlli ecografici e venivano effettuati prelievi quotidiani di sangue per verificare i livelli di LH, FSH, progesterone, estradiolo-17β e inibina immunoreattiva. Un gruppo di controllo veniva mantenuto nelle stesse condizioni e trattato con placebo.

Tutte le cavalle sottoposte a trattamento con reFSH sviluppavano follicoli ovulatori entro 7-8 giorni, mentre i soggetti trattati con placebo non mostravano alcuna attività ovarica significativa nel periodo di osservazione.

“Induction of ovulation in seasonally anestrous mares under ambient lights using recombinant equine FSH (reFSH)” Geraldine A. Meyers-Brown et al. Theriogenology. Volume 80, Issue 5, Pages 456-462, 15 September 2013.

vedi articolo pubblicato su Vet Journal, 11/09/2013


Novità sull’abuso di professione in campo medico-sanitario

enza sanzogni

Un recente DDL presentato recentemente al consiglio dei ministri introduce delle modifiche al Codice Penale e prevede che l’esercizio abusivo della professione veterinaria sia punito più severamente, con aumento della pena prevista e confisca dei beni utilizzati per commettere il reato. 

vedi articolo pubblicato su Anmvioggi,  26/07/13 

 

Frattura del trocantere

enza sanzogni

La frattura del trocantere va considerata fra le possibili diagnosi differenziali in caso di zoppia ad insorgenza acuta localizzata nella parte prossimale dell’arto posteriore. La diagnosi può essere effettuata mediante ecografia e/o esame radiografico craniolaterale-caudomediale obliquo a 25°. La terapia conservativa mediante un adeguato periodo di riposo con limitazione al movimento generalmente garantisce la guarigione funzionale della lesione, con recupero dell’attività sportiva. 

“Fractures of the third trochanter in horses: 8 cases (2000–2012)” Lélia Bertoni, Maeva Seignour, Monica C. de Mira, Virginie Coudry, Fabrice Audigie, Jean-Marie Denoix. Journal of the American Veterinary Medical Association. July 15, 2013 243 2 261-266

vedi articolo pubblicato su vet journal,  26/07/13